La Data Governance di IBM traghetta le imprese nel loro futuro digitale

#IBMPartner

Parliamoci chiaro, oggi le imprese che non considerano i dati come elementi vitali e non attribuiscono ad essi il giusto valore strategico non hanno futuro. Sembra forte come affermazione ma io ne sono sempre più convinto e vi spiego il perché.

Fino a pochi anni fa, eravamo abituati ad elaborare i dati per conoscere i fenomeni passati e cercare di prevedere quelli futuri. Preparavamo un report delle vendite, delle fatture da incassare o un’analisi di altri dati alfanumerici. Tutte informazioni che confrontavamo nel tempo e che servivano da supporto alle decisioni da prendere. Come sviluppatore ne ho creati tanti di software di reportistica e questo mi è servito a comprendere il valore dei numeri.

Poi siamo stati travolti dalla diffusione digitale; fenomeno che arriva al cuore pulsante della nostra economia. Come un treno che viaggia a folle velocità e che impatta sulla società e le imprese, modificandoci nel profondo e sottoponendoci a un cambiamento radicale della nostra essenza di esseri umani. In poco tempo, siamo andati oltre la lettura dei dati generati dai classici flussi informativi ai quali eravamo abituati.

Il futuro ci mostrerà oggetti connessi che genereranno sempre più dati in posti sempre più decentralizzati. Avremo bisogno di nuovi software probabilistici che consumeranno un volume inimmaginabile di informazioni. Gli stessi che produrranno anche preziose indicazioni semplici da interpretare e importanti per condurre un business al successo. Questo è quello che ci aspetta e queste sono le abilitazioni che la tecnologia ci consegna e che dobbiamo saper sfruttare.

Come possiamo gestire questo nuovo mondo? La risposta prende il nome di Data Governance: un insieme di pratiche che migliorano il trasporto, la sicurezza, l’integrità e la disponibilità dei dati. Oggi, le informazioni che riceviamo non sono più solo delle cifre ma contengono istruzioni che addestrano i software probabilistici.

Tradotto in azione, dobbiamo dotare la nostra impresa di cultura e strumenti all’avanguardia per gestire l’impetuoso flusso di dati prima che ci travolga come una valanga.

Sono anni che collaboro con IBM, come informatico prima e come opinion leader oggi, e, tra le loro soluzioni, ho sempre trovato la risposta giusta a qualsiasi problema tecnico mi si ponesse davanti. Ho imparato da loro che per innovare bisogna impegnarsi in ricerca e sviluppo: solo così si può parlare di progresso e si possono fornire in anticipo le risposte a un problema che diventa sempre più evidente: la gestione dei dati. Anche questa volta, con un po’ di ricerca, ho trovato quello che cercavo.

Si chiama Spectrum Scale e rappresenta uno dei pilastri dell’architettura di IBM per la governance dei dati e per alimentare un’Intelligenza Artificiale sempre affamata di informazioni. La stessa che, grazie alla sua voglia di imparare, ci aiuterà ad essere più efficienti se saremo in grado di garantirgli dei dati ben governati.

La definizione tecnica è “GPFS — General Parallel File System” ovvero un software di file system in cluster ad alte prestazioni.

In pratica, è un programma informatico che riesce a organizzare i flussi dei dati provenienti da varie parti gestendo in maniera egregia i permessi di accesso e l’integrità degli stessi; il tutto senza rallentare in alcun modo la velocità di ricezione delle informazioni. Ovunque essi si trovino, qualsiasi forma abbiano e con qualunque velocità vengano prodotti, IBM Spectrum Scale garantisce, sempre e comunque, una eccezionale governance di tutti i dati.

Ma a che serve?

Diamo un’occhiata a questa immagine per capire l’articolazione e la distribuzione dei dati in una moderna azienda con più unità produttive:

L’architettura è composta da dispositivi che generano una moltitudine di dati: quelli produttivi provenienti dalla periferia; quelli centrali in sede; quelli provenienti dai fornitori e quelli da inviare ai clienti.

Alcuni dati li memorizziamo nel cloud mentre altri li gestiamo in sede perché li riteniamo strategici o confidenziali. In alcuni casi, il semplice cloud pubblico potrebbe non bastare e quindi ci affianchiamo un cloud privato che, insieme all’infrastruttura locale, formano un’architettura che diventa sempre più complessa e onerosa. In questi vari passaggi non dobbiamo dimenticare di creare delle copie di sicurezza per non rischiare di perdere dati e al tempo stesso accertarci che il dato ricevuto sia integro. Infine, non dobbiamo permettere l’accesso a chi non è autorizzato.

Più che un tecnico informatico ci vorrebbe un direttore d’orchestra; qualcuno che riesca a far suonare tutti gli strumenti all’unisono affinché la sinfonia sia in tono ed arrivi alle nostre orecchie con superba espressione; come creata dall’autore.

Seppur in modo molto diverso dal direttore d’orchestra, IBM Spectrum Scale fa le stesse cose: permette ad ogni singolo dato prodotto, ovunque e da chiunque, di arrivare a noi integro come creato dal dispositivo o dall’organizzazione periferica.

Il futuro digitale delle imprese sarà fortemente legato ai dati e sempre più interconnesso attraverso i dispositivi IoT fisici ma anche attraverso reti virtuali che metteranno in relazione le persone, siano essi i collaboratori di una stessa azienda o parte di realtà diverse.

Da tutto questo non si torna indietro. Questo passaggio epocale non è un semplice avanzamento tecnologico, ma è un vero e proprio traghettamento verso un nuovo mondo. Un mondo nel quale la capacità di governare i dati è una competenza distintiva che seleziona le imprese vincenti.

Per scoprire le soluzioni IBM per lo storage dei dati, clicca qui.

Digital entrepreneur with a passion for knowledge translation | FRSA | B2B Tech Influencer | Author & Speaker | Startups Mentor | Founder & CEO dbi.srl

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