IBM Storage: il buon senso è diventato la linfa vitale della produttività

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“Non spendere più del necessario e non accettare compromessi in termini di velocità”, ecco questa sembra l’affermazione che più si addice alle aziende moderne, affamate di prestazioni, che hanno compreso l’importanza di gestire bene i dati partendo dal livello più basso: lo storage.

Prima di illustrarti perché credo che il buonsenso alimenti la produttività, il racconto di un’esperienza personale servirà a mostrarti come una corretta organizzazione ottimizza i tempi e accelera le performance.

Appena finiti gli studi ho iniziato a lavorare presso un’azienda distributrice di cavi e conduttori elettrici. Come sviluppatore di software mi occupavo del processo di ottimizzazione dei sistemi per aumentare la produttività e migliorare l’organizzazione.

Il deposito era grande e le gigantesche matasse di cavi elettrici erano sparse per tutto il magazzino sebbene divise per dimensione e per famiglie di prodotti. Gli operai, ogni volta, dovevano raccogliere i materiali ordinati dai clienti per metterli in uscita.

Mi venne un’idea! Progettare un algoritmo che ordinava il posizionamento fisico delle matasse di cavi non per dimensione e famiglia ma per frequenza di prelievo. In pratica, la mia proposta era di spostare i prodotti venduti più di frequente in una posizione più accessibile rispetto all’intera gamma. In questo modo le operazioni di prelievo degli operai erano molto più rapide. Dopo qualche mese di applicazione, il mio capo notò un notevole aumento delle prestazioni del magazzino e una significativa riduzione dei tempi di attesa degli spedizionieri.

Questa esperienza mi ha insegnato che spesso ci fossilizziamo in operazioni di routine non efficienti. Dovremmo invece focalizzare la nostra attenzione sulle cose semplici che migliorano la quotidianità aziendale; quei piccoli cambiamenti che creano grandi vantaggi.

A distanza di oltre trent’anni, mi sono ritrovato ad analizzare e fare ricerche su una nuova architettura IBM che, oltre a risvegliare in me i ricordi della gioventù, mi ha fatto anche riflettere. Oggi il progresso tecnologico si fonda su basi solide legate a tecniche organizzative già applicate in passato ma che continuano a generare risultati positivi anche nel moderno e frenetico mondo digitale. Come a dire: gallina vecchia fa sempre buon brodo.

Easy Tier: questo è il nome della funzione di IBM che ha acceso in me la consapevolezza di quanto sia importante, oggi più di ieri, ottimizzare le performance della nostra organizzazione per aumentare la produttività utilizzando delle informazioni che già possediamo.

Le imprese interagiscono costantemente con i dati e non possono trattarli tutti allo stesso modo o metterli su un’unica tipologia di storage. Un modo per ottimizzare e velocizzare queste operazioni consiste nel memorizzare i dati ad accesso frequente su una memoria velocissima, quelli ad accesso moderato su una memoria abbastanza veloce e quelli con accesso raro su una memoria lenta. Questo ci consentirà di ottenere due vantaggi principali: da un lato avremo un accesso ultrarapido ai dati che utilizziamo frequentemente e dall’altro, risparmieremo sui costi complessivi dell’infrastruttura di storage in quanto le memorie lente costano poco.

Ad esempio, memorizzo le fatture di quest’anno sulla memoria ultraveloce — che costa parecchio — mentre quelle degli anni precedenti le registro su memorie non in linea — che costano molto poco. Tale architettura in gergo tecnico si chiama Tiered Storage e permette di memorizzare i dati secondo il loro volume di richieste di accesso. I principali vantaggi di questa attività sono un risparmio dei costi ed un aumento dell’efficienza operativa. Questo perché, nel quotidiano, alle fatture recenti ci accedo molto spesso, mentre quelle degli anni precedenti le leggerò raramente.

Un’ottima idea!

Ma come faccio a spostare ogni volta i dati ad accesso frequente sulla memoria velocissima e quelli ad accesso occasionale sulla memoria economica? Lo sforzo potrebbe non valere il risparmio che ne consegue.

Ecco l’importanza di utilizzare Easy Tier: un’incantevole funzione che provvede in autonomia a calcolare il volume di accessi ad un determinato insieme di dati per poi spostarlo sulla memoria adatta. Senza intervento dell’operatore, Easy Tier muove i blocchi di dati ad accesso frequente sulle memorie ultraveloci e sposta i dati ad accesso occasionale sulle memorie lente. Come illustrato nella figura seguente:

Sono rimasto sbalordito da come IBM abbia pensato non solo a creare delle memorie ultraveloci, ma anche a dotare il sistema di una logica orientata al “buonsenso” per evitare sprechi di costi e mantenere sempre altissimi i livelli di performance.

Il buonsenso, applicato alla gestione aziendale, genera valore reale per l’intera organizzazione attraverso l’aumento della produttività e il risparmio dei costi. Proprio come, nella vita privata, fa un padre di famiglia che, dotato di buonsenso, gestisce con oculatezza ed equilibrio le risorse a disposizione ma non permette che manchi qualcosa ai figli.

Per approfondire la value proposition di IBM per lo storage ad alte prestazioni, puoi visitare questo link.

Digital entrepreneur with a passion for knowledge translation | FRSA | B2B Tech Influencer | Author & Speaker | Startups Mentor | Founder & CEO dbi.srl

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